
Microsoft Office e Google Docs al momento sono i software più utilizzati nel mercato delle Suite per ufficio, ossia quelle applicazioni per scrivere ed editare testi, creare fogli di calcolo e produrre presentazioni. Ma entrambe le suite hanno anche alcune limitazioni, che in certi casi possono costituire una barriera per alcune categorie di utenti.
Per esempio, Microsoft Office richiede una licenza che va acquistata, ma soprattutto gestita quando si passa da un computer a un altro, e inoltre non è disponibile per Linux se non in versione on-line tramite browser. Google Docs, d’altro canto, salvo casi particolari è utilizzabile solo quando si è connessi a Internet, e comunque implica la possibilità che Google legga (!!!) quello che scriviamo (“Accediamo ai tuoi contenuti privati soltanto se abbiamo la tua autorizzazione o se siamo obbligati per legge”, sostiene Google nel suo portale ufficiale), con ovvie implicazioni legate a possibili violazioni della Privacy personale e professionale.
Una soluzione a questi scenari è costituita da LibreOffice, una suite gratuita realizzata dalla Document Foundation, che di recente ha pubblicato la relativa versione 7.6 Community. LibreOffice permette di creare gratuitamente testi avanzati, fogli di calcolo e presentazioni nel formato standard OpenDocument, ma è altrettanto in grado di leggere modificare e creare file nei più classici formati proprietari di Microsoft Office.
LibreOffice, anche se accetta donazioni, è da sempre gratuito nonché Open Source, con l’indubbio vantaggio di offrire la massima trasparenza e flessibilità: l’utente può così evitare i costi e soprattutto le complicazioni dovute all’uso di licenze commerciali, è disponibile in oltre 120 lingue (compreso naturalmente l’italiano) su tutti i principali sistemi operativi, e dal 2011 viene sviluppato e mantenuto da una vasta comunità internazionale di programmatori volontari.
Lo utilizzo quotidianamente dal 2012 per tutti i documenti Office, compresi quelli di lavoro, e trovo impagabile la sua semplicità d’uso: fa tutto quello che mi serve su tutti i computer che uso, non mi assilla con scadenze e minacciose richieste di rinnovi di licenza come invece mi accadeva quando ero ancora un utente Microsoft Office. Vero, la compatibilità con alcuni formati Microsoft Office non è perfetta (specialmente negli scenari con documenti aventi formattazioni complesse) ma nella maggior parte dei casi è assolutamente accettabile, e se si utilizza il suo formato di default, ossia OpenDocument, si ha la garanzia di poter rileggere e rieditare i propri documenti anche a grandissima distanza di tempo.
Se desideri provarlo o direttamente installarlo, puoi scaricare LibreOffice dal seguente URL: sono disponibili le versioni per Windows, macOS e Linux. Ha un altro vantaggio importante rispetto alla concorrenza: funziona anche su vecchi sistemi operativi (da Microsoft Windows 7 SP1 in su, e da macOS 10.12 in su) e offre anche alcuni prodotti per i s.o. Android e iOS. La versione per macOS è disponibile sia per i computer dotati dei recenti processori Apple Silicon, che per quelli che montano i più tradizionali processori Intel.
Questo video riassume le principali novità della versione 7.6, la più recente nel momento in cui sto scrivendo:
A onor del vero, per esperienza posso confermare che dei punti di criticità esistono, in particolare nell’ipotesi d’implementazione di macro VBA o nella gestione di file Excel di grandi dimensioni (per intenderci con griglie che ospitano decine di migliaia di righe contigue), ma trattasi di scenari poco diffusi, ergo, LibreOffice costituisce un FOSS funzionale ed aggiornato, valida alternativa per tantissimi utenti Microsoft Word, Excel e PowerPoint, nonché per tutti quelli come me stanchi di dover aggiornare tempestivamente i vari Microsoft Office installati presso i clienti poiché privi delle necessarie hotfix di sicurezza informatica pubblicate da Microsoft in ritardo rispetto ai relativi exploit scovabili in rete o nell’underground (una fra le tante storiche vulnerabilità, ma emblematica di quanto sia opportuno patchare o direttamente abbandonare sistemi Microsoft Office: l’RCE Follina)
Passate parola.