In queste settimane le community InfoSec (e non solo) non fanno che twittare (e giustamente) a proposito della pericolosa e infausta vulnerabilità php2shell, infestante centinaia di miglia (milioni?) tra siti web, blog e quant’altro giri sulle specifiche versioni intaccate dalla vulnerabilità.

Quello che mi lascia basito è la reazione di molti informatici, soprattutto tra i programmatori, in cui si percepisce più di un sentimento di sorpresa – direi quasi scalpore – nel venire a conoscenza dei numeri mondiali di portali e applicazioni web che hanno ancora alla base delle loro funzionalità l’ottimo linguaggio di programmazione PHP.

In ambito web è stato il mio primo vero linguaggio di programmazione (rammento ancora il prototipo di software gestionale per biblioteche che sviluppai all’epoca in università per superare l’esame di Programmazione web), e trovo che sia funzionale e versatile ancora oggi a distanza di 16 anni dalla mia laurea, e più in generale dalla sua data di nascita (1995), dato che comunque nel tempo si è evoluto e migliorato come linguaggio.

L’immagine in alto, in questo caso, val veramente più di mille parole: provalo però a spiegare a quei dev cresciuti esclusivamente a pane e Java (o Python)!

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