
Mentre la maggior parte delle organizzazioni gestisce una distinta base del software (SBOM), la distinta base crittografica (CBOM) rimane in gran parte trascurata. Eppure le normative UE stanno convergendo rapidamente per rendere l’inventario crittografico un requisito obbligatorio.
Il Cyber Resilience Act (CRA) e la direttiva europea NIS2 insieme alla roadmap PQC dell’UE, stanno creando un chiaro mandato per la trasparenza crittografica. Entro la fine del 2026, comprendere e gestire le proprie risorse crittografiche non sarà più facoltativo, passando da una questione di nicchia a un pilastro fondamentale della conformità.
💡PERCHÉ DOVREBBE INTERESSARTI
↳ Evita sanzioni significative per non conformità e restrizioni per l’accesso al mercato ai sensi delle nuove normative UE.
↳ Mitigare le vulnerabilità critiche derivanti da implementazioni crittografiche non gestite o obsolete, soprattutto con l’avvento della crittografia post-quantistica.
↳ Prepararsi a revisioni operative nello sviluppo dei prodotti, nella gestione della catena di fornitura e nella risposta agli incidenti, che richiederanno nuovi strumenti e competenze.
💡AZIONI CONCRETE
↳ Condurre un audit completo di tutti i componenti crittografici presenti nei prodotti e nei sistemi.
↳ Sviluppare una solida strategia di generazione e gestione del CBOM (Critical Bill of Materials), integrandola nei framework di conformità esistenti.
↳ Investire in formazione e strumenti per garantire che i team possano identificare, tracciare e aggiornare efficacemente le risorse crittografiche.
💡STANDARD e REGOLAMENTI di RIFERIMENTO
Questo cambiamento è promosso direttamente dal Cyber Resilience Act (CRA), dalla direttiva NIS2 e dalla roadmap PQC dell’UE, rendendo l’inventario crittografico un aspetto fondamentale per la conformità alla sicurezza informatica.
Se sviluppate, certificate o vendete prodotti digitali in Europa, l’inventario crittografico è il vostro nuovo standard di riferimento per la sicurezza e la conformità.